martedì 25 ottobre 2011

24 ottobre 2011 lunedì

Indignata, si sono molto indignata, ho sentito questa notizia:

Il 44 % degli italiani "ostile" agli ebrei
L'antisemitismo si diffonde sul web

L'indagine parlamentare conoscitiva rivela che on line si va estendendo l'idea che non è razzismo essere antisemiti. Oltre mille siti (+ 40%) dedicati alla diffusione dell'odio antiebraico (da Repubblica.it)


avevo da poco scritto il post su Primo Levi ed il suo libro "Se questo è un uomo" e sentire questa notizia mi ha sconvolta, non conterò nulla nell'universo della rete, ma finchè potrò continuerò a parlarne, come voglio parlare degli zingari, degli omosessuali che sono stati sterminati nei lager nazisti. E' una cosa che offende la ragione umana! come si può essere contro un popolo? non sono una santa e non ho il dono di farmi piacere tutti, ma le persone, gli individui, non i popoli in quanto tali. Perchè poi noi italiani, intesi come popolo, siamo stati e siamo visti come buffoni, malavitosi, vagabondi e chi più ne ha più ne metta... e noi che alla fine dell'ottocento in america venivamo giudicati simili alle scimmie (devo ritrovare una pagina web che parlava di un processo svolto a quell'epoca a carico di italiani) vogliamo parlare degli ebrei? 
Finchè ci sarà intolleranza verso un popolo, qualunque esso sia, io sarò di quel popolo:

sono ebrea,
sono nera,
sono omosessuale,
sono mussulmana,
sono tutti coloro che vengono offesi dalla cretinaggine e dall'ignoranza!!!

Tornando allo sterminio degli ebrei, in queste sere su History Channell ho visto le biografie di alcuni dei gerarchi più importanti dell'epoca: uno storpio (perdonatemi uso il loro stesso vocabolario) alto mezzo metro e una buca, come si dice da me; un narcisista grassone, un pazzo, senza poi considerare la personalità del capo per cui non ci sono parole. Ecco lo sterminio di milioni di persone, la morte di milioni di persone lo dobbiamo a questi esseri!
Questo è uno sfogo, e mi sento più leggera dopo averlo scritto, ma anche se risulterò noiosa continuerò a parlare di CIO' CHE E' STATO, solo la memoria ci può salvare!

 

domenica 23 ottobre 2011

23 ottobre 2011 domenica

Libri

Se questo è un uomo di Primo Levi



«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».


Per Primo Levi, dopo il ritorno fortunoso da Auschwitz diventa insopprimibile il bisogno di scrivere, come necessità vitale e improrogabile di testimonianza per far sapere agli altri cosa era successo e come era potuto accadere un tale orrore e anche per assolvere ad un personale dovere morale nei confornti dei tanti compagni morti nel lager e in breve tempo prende vita "Se questo è un uomo".
Non è un libro, è una pietra miliare nella letteratura, nella storia e nell'educazione di ognuno di noi, le sue parole mi hanno segnato per sempre: La dignità di un uomo, la coerenza morale, la chiarezza delle idee, la sua propensione a parlare a voce bassa, la totale mancanza di odio e di rancore verso i carnefici, sono già un lascito ben più prezioso del più grande tesoro: la testimonianza di ciò che deve essere un Uomo per dirsi tale.

A oltre sessant'anni da quella liberazione dei lager si fa ancora fatica a leggerne la storia con animo spassionato perché i campi di sterminio hanno provocato una somma incalcolabile di dolore e di morte.
L'organizzazione dei lager è perfettamente conosciuta anche nei più insignificanti e sordidi particolari ma poco si sa per quali ragioni e cause si sia potuta edificare una gigantesca fabbrica di morte e funzionare con atroce efficienza fino al collasso tedesco. Del resto nessun saggio o trattato storico potrebbe risolvere o comprendere un comportamento extra-umano: «Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non ne è un episodio, non ne è una forma estrema». La guerra è un fatto doloroso e tragico che da sempre accompagna la storia dell'uomo quasi in una sorta di crudele lotta per l'esistenza ed è un germe che ci portiamo dietro, insito dentro di noi: ma Auschwitz non è in noi, è fuori dell'uomo, e i suoi autori non sono in preda al delirio perché sono diligenti e tranquilli, efficienti e compassati; sono funzionari di Stato, brutali, insensibili all'orrore quotidiano e anche le loro dichiarazioni e testimonianze postume sono fredde e vuote quasi distaccate.
«Ogni uomo civile è tenuto a sapere che Auschwitz è esistito, e che cosa vi è stato perpetrato: se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». La sua infezione presenta segni precisi: la negazione della solidarietà umana, l'indifferenza cinica per il dolore altrui, l'abdicazione dell'intelletto e del senso morale, la viltà abissale mascherata da fedeltà a un'idea. Solo ad Auschwitz, in nome di tutto ciò, furono sterminati con meticolosità scientifica milioni di uomini, donne e bambini; e furono utilizzati non solo i loro averi e i loro abiti ma anche le loro ossa, i loro denti perfino i loro capelli. La Germania nazista e tutti i paesi da essa occupati erano un tessuto di campi di sterminio e di campi di lavoro. I lager erano strettamente collegati con l'industria bellica tedesca che si fondava su di essi ed il sistema sarebbe stato perfezionato in caso di "vittoria finale" con la creazione di un Ordine Nuovo: da un lato la classe dominante del Popolo dei Signori (cioè i tedeschi) e dall'altro una sterminata massa di schiavi a lavorare ed obbedire.
A fronte di queste considerazioni la lettura di queste pagine tragiche è un dovere per tutti perché può aiutare a vegliare continuamente sulla nostra coscienza.
È una pura illusione ritenere che tutti gli uomini abbiano un naturale amore per la libertà e per la dignità. Da sempre le mani dell'uomo sono insanguinate. Nei periodi più tragici e vergognosi pochi uomini hanno lottato e difeso i diritti inalienabili dell'uomo.
Tutti noi sappiamo che la libertà intellettuale, soprattutto in certe situazioni pericolose, è poco seducente e comporta immani fatiche nonché pochi uomini sono disposti a portare il peso gravoso di questa responsabilità. Che si tratti di lager o gulag nulla cambia. Eppure della libertà si sente spesso parlare in tono enfatico: come principio cosmico, come garanzia, come bene inalienabile, l'edificante Uomo-Libertà. Ma la strada per la libertà è avventura assai più rischiosa, è un atto di coraggio, un percorso doloroso.
L'uomo libero è tale anche in prigione, nella stanza della tortura, nella fossa comune, nella miseria, nella disperazione e anche se sottoposto alle più atroci sofferenze. Ogni limitazione, ferita, coercizione, negazione del corpo e della mente paiono messe lì apposta nella storia dell'uomo per dimostrare l'inalienabilità della libertà: proprio dove tutto sembra perduto, nelle tenebre della morte, nelle camere a gas, nello sterminio di massa, nell'uomo assassino dell'uomo. Fortunatamente le testimonianze di questa vittoria della libertà e della dignità umana sono numerose anche nelle condizioni più drammatiche e subumane. Quella di Primo Levi è una di queste.


E' un argomento che tratto molto spesso e forse può diventare noioso, ma sento il bisogno, la necessità di parlarne, non vorrei che le testimonianze così tragiche che hanno segnato la mia vita possano andare dimenticate e nella mia mente risuonano molto spesso le parole della breve poesia che Primo Levi inseri nel libro.

sabato 22 ottobre 2011

22 ottobre 2011 sabato

Antiche usanze da rispolverare
Ricamare le iniziali

Un'idea rubata alla tradizione. Un tempo infatti era consuetudine ricamare il monogramma su tutti i capi del corredo: dalle lenzuola ai cuscini, alle tovaglie. Tutto doveva essere rigrosamente "firmato".
Visto che negli ultimi anni gli stilisti ci propongono firme su tutto e di più, perchè non rispolverare questa antica e preziosa tradizione ricamando i capi più svariati con le nostre iniziali oppure preparando regali personalizzati per gli amici. Dal segnalibro, alle pantofole, dai cuscini ai biglietti augurali. Basta scatenare la fantasia. Non è necessario essere delle ricamatrici provette, ci sono modi di personalizzare molto facili  anche per chi come me sà appena tenere l'ago in mano.

Punto croce


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suorce



Stitching o punto filza, facile e molto versatile

http://www.youtube.com/watch?v=pB_YB2Ot_l0

http://www.puntocroce.biz/files/ricamo_punto_filza_varianti.htm





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poi ovviamente ci sono punti molto più belli come il punto pieno, l'intarsio ecc... ma io non sono capace di fare certi capolavori!

21 ottobre 2011 venerdì

Buone maniere
avere ospiti

Chi riceve 1:
  • deve essere ben chiaro ed esplicito non solo sul giorno e l'ora, ma anche riguardo al tono dell'occasione, per permettere agli ospiti di vestirsi in maniera appropriata;
  • quando invita per la prima vola qualcuno conosciuto in casa d'altri, deve far intervenire anche coloro presso cui è avvenuto l'incontro;
  • invita sempre ambedue i componenti di una coppia, a meno che non si tratti di un pranzo di lavoro;
  • neppure durante la visita più informale di amici intimi, tiene le pantofole ai piedi, sceglie però i più semplici dei suoi capi eleganti per non offuscare gli ospiti, ma dimostra di festeggiarli, cambiandosi abito;
  • provvede a raggruppare persone affini per posizione sociale ed educazione, ma non che esercitano tutte la stessa professione, o con le medesime abitudini di vita: la conversazione risulterebbe noiosissima;
  • non  invita insieme persone notoriamente (e faziosamente) di opposte fedi politiche, o che hanno litigato, o ex coppie;
  • esilia senza pietà gli amici a quattro zampe in una zona della casa inaccessibile agli ospiti;
  • sa bene che non deve pretendere di divertirsi a casa propria, perché i suoi doveri di padrone di casa non glielo consentono;
  • se non ci sono domestici, anche assoldati per l'occasione, tocca al marito accogliere gli ospiti sulla porta di casa, appendere i cappotti degli uomini e invitare le signore a lasciare i propri sul letto della camera matrimoniale. La moglie li attende e dà loro il benvenuto in salotto, fa le presentazioni, rivolge a ciascuno qualche domanda sulla famiglia o sul lavoro, per fornire spunto alla conversazione successiva, ma senza dare l'impressione di un vero e proprio interrogatorio;
  • in attesa della cena offre gli aperitivi man mano a chi entra, non chiede mai "che cosa volete?", sembrando così di sollecitare un cortese rifiuto, ma avrà preparato piatti con olive, salatini e quant'altro, e bevande di vario tipo, offrendo la scelta tra quanto disponibile;
  • deve cercare di "pilotare" la conversazione in modo da farla diventare generale e permettere a ciascuno degli ospiti di parteciparvi;
  • se qualcosa nell'organizzazione non va cerca di rimediarvi senza dare nell'occhio, se non può fare nulla, lo ignora;
  • a meno che nell'invito fosse già stato definito il programma (giochi di carte, ascolto di musica), non impone a nessuno un certo tipo di passatempo, nè obbliga ad ascoltare musica a tutto volume, ma al massimo offre un sottofondo piacevole che non si imponga sulla conversazione e non costringa ad alzare la voce;
  • l'ospite che manifesta l'intenzione di accomiatarsi, si aspetta una risposta tipo: "Ci lascia già? Non può fermarsi ancora un pò?", ma sarebbe infastidito da maggiori insistenze; 
  • al momento del commiato, il marito accompagna all'uscita chi se ne va, lo aiuta ad indossare il cappotto, lo ringrazia per essere venuto, e resta sulla porta fino abbia iniziato a scendere le scale, o sia entrato in ascensore, la moglie si unirà a lui solo per salutare l'ultimo ospite che se ne va;
  • non permette che si sparli o si rida alle spalle di chi si è appena allontanato: se accade, cambia subito argomento.

20 ottobre 2011 giovedì

Piante amiche
Malva

è una pianta erbacea diffusa un pò ovunque, sia in pianura che in montagna, ed è possibile trovarla lungo i sentieri e in genere nei luoghi incolti. E' caratterizzata da foglie pressochè rotonde, pelose nella faccia inferiore, i fiori sono di color lilla o biancastri.

Proprietà terapeutiche: se ne adoperano di preferenza le foglie, utilizzate contro la stitichezza, mentre con i fiori si possono fare degli infusi per calmare la tosse e curare la bronchite. Una foglia di malva fresca schiacciata e premuta sopra alla carie solleva dal mal di denti. Se si spremono le foglioline fresche sul luogo della puntura di insetti, ne impediscono il gonfiore e ne attutiscono il dolore.

In cucina: si adoperano le foglie più fresche e tenere per fare una gustosa minestra di malva (specialmente nel Veneto) oppure si possono unire ad altre erbe aromatiche per fare minestroni e delle zuppe rinfrescanti e ben digeribili. Le foglie tenere, infine, si possono aggiungere alle insalate basta tagliarle a listarelle sottili o spezzettarle con le mani.

Insalata di malva
ingrediente per 4 persone:
200 gr di foglie di malva
1 porro
1 finocchio piccolo
1 carota
2 peperoni sott'olio
aceto
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe

Tagliate a listarelle le foglioline di malva ben lavate ed asciugate, mettetele in un'isalatiera ed aggiungete la parte bianca del porro tagliata ad anelli ed il finocchio tagliato a lamelle. Unite anche la carota tagliata a julienne ed i peperoni a dadini. In una ciotola emulsionate l'olio con l'aceto, il sale e il pepe e versate questo condimento sull'insalata. Mescolate accuratamente e servite.

19 ottobre 2011 mercoledì

OTTOBRE il mese in ROSA

BREAST Cancer Awareness








http://howsweetthesound.typepad.com/my_weblog/2008/06/so-just-what-is-pink-saturday.html



http://www.donteatthepaste.com/2011/10/pink-ribbon-hope-box.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+DontEatThePaste-PrintableBoxesPaperCraftsCraftsBeadsAndRecipes+%28Don%27t+Eat+the+Paste+-+Printable+boxes%2C+paper+crafts%2C+crafts%2C+beads+and+recipes%29&utm_content=Google+Reader

http://la-almohada.blogspot.com/2010/10/hope-theme-thursday-challenge.html
http://all-the-wright-stuff.blogspot.com/2010/10/charity-auction-for-breast-cancer-care.html





Felice mese Rosa a tutte!!!

martedì 18 ottobre 2011

18 ottobre 2011 martedì

Come fare in casa
cattivi odori

Ieri complice una bella giornata di sole, ho pulito a fondo la cucina, poi ierisera mi hanno regalato un cestino di funghi porcini di quelli "come dio comanda" e la loro morte qual'è? fritti, almeno in casa nostra. Onestamente mi veniva da piangere, sentendo quel bell'odore di pulito e pensare di dover friggere.... ma niente panico, sono ricorsa ad un accorgimento insegnatomi da mia suocera che non sempre ricordo di metterlo in pratica:
  • gettare nell'olio bollente prima o insieme alla pietanza da friggere, due o tre fettine di mela senza semi e le ho sostituite quando iniziavano a dorarsi, stasera la mia casa e soprattutto la mia cucina non ha quel fastidiosissimo odore di fritto che di solito ristagna.
Già che ci sono vi dò qualche altro suggerimento sperimentato e collaudato.
  • cavoli e verze, se dovete cuocere queste verdure che hanno un odore molto forte, che specialmente in inverno sono squisite, mettete sul coperchio della pentola in cui li state cuocendo un pezzetto di mollica di pane imbevuto di aceto, oppure se non vi dà fastidio, potete aggiungere un pò d'aceto all'acqua di cottura.
  • coltelli e posate, se vi sembrano che anche dopo il lavaggio abbiano conservato un cattivo odore potete ovviare al problema passandoli con mezzo limone spremuto e poi lavarli nuovamente.
Il limone è un rimedio straordinario anche per l'odore che a volte rimane nelle mani, per esempio quando si pulisce il pesce o, nel mio caso il fagato che detesto, sfregare bene le mani dito per dito con mezzo limone spremuto e lavarle con acqua fredda, si in acqua fredda perchè l'acqua calda aiuta gli odori a penetrare ancora più a fondo!

Adesso che è arrivato il freddo e le finestre restano chiuse a lungo il problema degli odori si pone ogni giorno. Sarò fissata ma per me gli odori hanno una grande importanza, tanto per fare un esempio scelgo i detersivi in base all'odore e non alla marca, al prezzo ecc...
  • e allora un'altro trucchetto per una casa profumata alla "Nonna Papera", se vi sembra che l'odore di cucina si diffonde per la casa non sia piacevole nelle altre stanze,  potrete "mascherarlo" facendo cuocere a fuoco lento qualche cucchiaio si zucchero e di cannella: si diffonderà ovunque un piacevolissimo odore.

lunedì 17 ottobre 2011

17 ottobre 2011 lunedì

Arte
quando la creatività non ha limiti:
Alessia Gribaudi Tramontana

mi onoro di conoscere Alessia, purtroppo solo via web, da anni ormai e ogni giorno scopro in lei delle qualità in più e quella che apprezzo di più in lei è la costanza, la tenacia e la voglia di creare!


  • E' un'amante del riciclico fantastica, guardate cosa si è inventata con le bottiglie di plastica



  • E' una mamma attenta ed inventa ogni giorno cose nuove per insegnare, divertendoli cose utili



http://www.4blog.info/school/tag/bambini/
  • e poi c'è l'uncinetto o crochet, chiamtelo come volete, Alessia, come ha confidato lei stessa, è un'autodidatta che ha cominciato piano piano e adesso fà delle cose tupende.



insomma il suo blog è una vera miniera di idee, spunti, riflessioni, tutto da leggere e ammirare: http://www.4blog.info/school/ ve lo consiglio vivamente se non lo conoscete già, ci sono tantissimi tutorial gratuiiti da scaricare, tantissime idee riciclose per natale, e potete acquistare i suoi pattern o gli oggetti finiti su http://www.misshobby.com/it/negozi/tramontana,  e http://www.babirussa.it/Tramontana
e non dimenticate di fare un salto sulla sua pagina fi facebook http://www.facebook.com/?ref=home#!/groups/209384042445490/ utilissimo per chi è alle prime armi, per chi è esperto, insomma per tutti!!!
Se andate a visitare il suo blog, predetevi un pò di tempo perchè è così ricco che non smetterete di leggere e prendere appunti!!!

16 ottobre 2011 domenica

NON C'È FUTURO SENZA MEMORIA
COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO
SONO DESTINATI A RIPETERLO


Il 16 ottobre 1943
«La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30 del 16 ottobre 1943. Oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il quartiere ebraico. Contemporaneamente altri duecento militari si distribuirono nelle 26 zone operative in cui il Comando tedesco aveva diviso la città alla ricerca di altre vittime. Quando il gigantesco rastrellamento si concluse erano stati catturati 1022 ebrei romani.

Due giorni dopo in 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz. Solo 15 di loro sono tornati alla fine del conflitto: 14 uomini e una donna.
Tutti gli altri 1066 sono morti in gran parte appena arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre duecento bambini è sopravvissuto.»
(F. Cohen, 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma)

Non troverò mai inutile o sorpassato RICORDARE, anzi oggi più di ieri è assolutamente necessario RICORDARE per chi non può più ricordarcelo, giorno dopo giorno i superstiti si spengono, ma con loro non si deve spegnere la memoria dell'orrore che ha sconvolto il mondo.

domenica 16 ottobre 2011

15 ottobre 2011 sabato

Piante in casa

Come avrete capito adoro piante e fiori e mi piace esserne circondata. Nella mia cucina che la stanza della casa più abitata, ho provato tantissime piante ma essendo esposta a nord soprattutto d'inverno la scarsa illuminazione non permette la sopravvivenza a nessuna pianta tranne il fantastico pothos!
E' ua pianta che si adatta bene a qualsiasi ambiente, è versatile e non delude mai. 
è una pianta rampicante che può essere coltivata sia come pianta ricadente che come rampicante, dotate di opportuni tutore. Esistono numerose varietà che differiscono tra loro per le diverse screziature delle foglie. Gli esemplari con foglie macchiate di bianco con il passare del tempo perdono l’intensità della variegatura. 
Il Pothos è una pianta che si adatta facilmente a tutti gli ambienti, non ha particolari esigenze climatiche, teme però le correnti d'aria fredda dalle quali và accuratamente protetta soprattutto nella stagone fredda. Una scarsa luminosità farà perdere la screziatura delle foglie, infatti le mie piantine sono quasi completamente verdi.
E' consigliabile anche evitare l’esposizione diretta ai raggi del sole. Un’altra buona regola è girare gradualmente tutti i vasi, una volta al mese in modo da esporre interamente le piante alla fonte di luce, altrimenti cresceranno tutte storte. Le innaffiature devono essere abbondanti nei mesi estivi e molto ridotte durante l’inverno ed eliminare sempre un’ora dopo l’innaffiatura l’acqua che si è accumulata nel sottovaso. Per le piante allevate su sostegno, il tutore deve essere mantenuto costantemente umido. Almeno una volta al mese pulire con un panno umido le foglie in modo da eliminare la polvere che ostacola la respirazione. Per evitare che le piante si allunghino troppo si possono tagliare i rami da maggio a luglio, a metà della loro lunghezza. All’inizio della primavera è consigliabile una potatura dei rami dei deboli. Di tanto in tanto smuovere lo strato superficiale del terriccio con una forchetta per evitare che si formi una crosta che impedirebbe all’acqua di penetrare in profondità.
Per pulire le foglie del Pothos abbiate l'accortezza di farle periodicamente delle "docce". Il modo più semplice è porre la pianta dentro la vasca da bagno e piegando la pianta in modo che l'acqua non arrivi al terreno, pulire le foglie con il getto della doccia e lasciare poi sgrondare ed asciugare le foglie.
Negli anni in cui le piante non vengono rinvasate, bisogna somministrare un fertilizzante liquido diluito una volta al mese, da maggio a settembre.
Al momento dell’acquisto scegliere piante ben formate, con un buon numero di getti e con foglie variegate.
Sia per le piante con tutore muschiato, sia in ciotola, controllare che alla base degli steli non vi siano marciumi, le foglie non devono mostrare macchie.

venerdì 14 ottobre 2011

14 ottobre 2011 venerdì

Buone maniere
l'arte di fare e ricevere regali

chi consegna un regalo di persona:
  • non lo dà in presenza di altri ospiti, per non imbarazzare quanti si siano presentati a mani vuote.
  • non lo commenta, nèmotiva la propria scelta ("ho pensato che ti avrebbe fatto comodo", "visto che ti hanno rubato il tuo...") nè tnato meno accenna al prezzo o al valore dell'oggetto o alla fatica sostenuta per trovarlo. Basta una semplice frase di augurio.
  • se dona un capo di vestiario, comunica il nome del negozio di provenienza, perchè lo si possa eventualmente cambiare.



chi riceve un regalo:
  • se è a quattr'occhi con il donatore, apre subito il pacco e ringrazia calorosamente, sottolineando comunque la bontà della scelta ("mi fa proprio comodo", "lo desideravo tanto") anche se dentro di sè non lo apprezza affatto.
  • se invece sono presenti altri ospiti, ringrazia a bassa voce (senza farsi sentire da chi non ha portato nulla) aggiungendo che aprirà il pacco non appena possibile. Più tardi troverà il modo per farlo e per rinnovare i ringraziamenti oppure telefonerà l'indomani.
  • ricevendo un capo d'abbigliamento di taglia sbagliata, accenna alla possibilità di cambiarlo solo se è il donatore a farlo per primo, e comunque solo dopo aver espresso il propro gradimento per foggia, modello, colore.
  • anche le persone più superstiziose non si lasceranno andare a scongiuri o deprecazioni di fronte a un regalo "portaiella", ma ringrazieranno stoicamente, rimandando all'indomani i rituali di scongiuro del caso.
  • se il regalo non è stato consegnato di persona. si telefona prima possibile per ringraziare.

13 ottobre 2011 giovedì

Piante amiche
Tarassaco (dente di leone)

E' una pianticella molto comune nei prati e nei campi incolti, ha lunghe foglie molto dentellate ed i fiori sono gialli a raccolti in capolini che si richiudono la sera o in caso di cattivo tempo. Finita la fioritura si trasformano in una sfera piumosa che si dissolve al primo soffio di vento (di qui il nome soffione).

proprietà terapeutiche: le virtù di quest'erba sono infinite, infusi e decotti favoriscono la digestione, sollecitano il fegato e l'intestino e sono diuretici. L'azione diuretica e il favorire la secrezione della bile viene svolta anche dalle foglioline consumete fresche in insalata e conservano gran parte del loro potere depurativo anche se cotte. Inoltre questa piantina è molto ricca di vitamina C.

utilizzo in cucina: del tarassaco si consuma tutto, radici, foglie, gemme; non per niente è considerata la più completa delle cicorie selvatiche. le foglioline giovani e tenere tagliate di fresco danno un'insalata squisita alla quale si può unire anche i fiori, pure commestibili e ricchi di vitamina A. Inoltre il tarassaco può essere bollito e servito come zuppa da solo oppure arricchire i minestroni ed i passati di verdure.
Le giovani gemme, messe sottaceto, possono sotituire i capperi. Questa pianta può essere gustata solamente in primavera perchè dopo le foglie diventano dure e amarognole.

giovedì 13 ottobre 2011

12 ottobre 2011 mercoledì

ARTE

Oggi vorrei presentarvi un'artista che trovo straordinaria, riporto il suo post pari pari, vi evito la mia traduzione che sarebbe pietosa, ma condivido quasi tutto quello che scrive e penso che continuerò a seguirla

http://alifeunrehearsed2.blogspot.com/

Thursday, October 13, 2011

I Believe ... (And A New Project On The Horizon!)


I believe that not everything should be all about the money.
I believe that doing art and creating just for the sake of doing it, should be enough.
I believe in never selling out.
I believe in always being true to ME.
I believe in second chances.
I believe in the most fortunate of accidents, serendipity.
I believe in God's timing.
I believe that faith works.
I believe that your attitude determines the life you live.
I believe that being sensitive and emotional just shows others how passionate you live.
I believe that a good cry is just what the doctor ordered.
I believe in calm days. Stress-free days.
I believe in a getaway, just because you could use one.
I believe in bubble baths.
I believe in comfort foods.
I believe in the kindness of strangers. Often, it is those kindnesses that can make all the difference.
I believe I can make a difference.
I believe I have a most amazing story to tell.
I believe I will publish the book I have in my head, one day. One day.
I believe art saves me.
I believe inspiring others is what I was meant to do.
I believe there was a reason why I was born.
I believe I am a great mother.
I believe in speaking your mind.
I believe in prayer.
I believe in getting help when you need it, because honestly? We all don't always have it all figured out, even though we might tell ourselves we do.
I believe in daily doses of inspiration and meditation.
I believe in fresh air and sunshine.

And I believe there is something I've wanted to share for so long, that the year 2012 is the year I will do it.




I've been busy putting together some ideas and plans for a most amazing experience right here on my blog in the NEW YEAR!
It's going to be all about
discovery.
If you are a paper-crafter, a scrap-booker,
a person that loves art journaling -
this is going to be for YOU!

Tell me in your comments, all about the type of experience you would like to take part in, right here.

Tell me what you are seeking.


Tell me what you need.
I'm listening.
I'm listening.




Stay tuned!It's not all ironed out yet, but I'm working on it.
I'm working on it.

For now though,
I'd love to hear FROM YOU!
XOXO
For my Giveaway! Post,
please see here.


Read more: http://alifeunrehearsed2.blogspot.com/#ixzz1ajN8y6Y5

11 ottobre 2011 martedì

mi devo scusare ancora una volta, ma il brutto tempo ha colpito subito!!! oggi è venerdì 14, ma voglio portare avanti i miei post giornalieri e quindi.... facciamo finta che sia ancora martedì!

In questi giorni ho riflettuto sul mese di ottobre, come ho detto è il mio mese ma è anche, in tutto il mondo, il mese della prevenzione del tumore al seno.
Sono particolarmente sensibile a questo tema, primo perchè anche se non a questa parte del corpo, ho vissuto e vivo l'esperienza di avere il cancro;
secondo ho visto morire tra atroci dolori dopo due anni di sofferenze inimmaginabili la moglie di mio cugino (che per me era una terza sorella), era il lontano 31 dicembre 1986 e probabilmente oggi si sarebbe potuta salvare e si sarebbe salvata sicuramente se il "medico" che l'aveva in cura fosse stato un medico... non tocchiamo questo tasto perchè mi fà infuriare!
Terzo e non ultimo, sono stata operata (per delle cisti benigne) al seno ben 4 volte in un reparto oncologico, spledidamente gestito ed attrezzato e sono stata a contatto con donne di tutte le età, condizioni, gravità colpite da questa malattia orribile. La prima volta che dovevo essere operata ero terrorizzata prima di entrare in ospedale, quando mi sono trovata a contatto con le altre donne che dovevano essere operate, mi sono fatta piccola piccola, la mia era una sciocchezza e lo sapevo, le loro storie era terribili ed ho vissuto quest'esperienza per altre tre volte più tutte le volte che ho incontrato altre donne per le varie medicazioni, controlli ecc...

Oggi si può guarire dal cancro al seno se viene preso in tempo e stà a noi prima di tutto avere la consapevolezza che siamo il primo medico di noi stesse.
Innanzitutto c'è "l’autopalpazione che è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento. L’esame si svolge in due fasi:
  • l’osservazione permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo,
  • la palpazione può far scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano.
Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà grazie a questo esame possono emergere altri segnali che devono spingere a consultare un medico, come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.

A partire dai 20 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi.
È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l’età, il peso corporeo, la familiarità e l’uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, specialmente nelle donne giovani, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l’autoesame.
Tra i 40 e i 50 anni l’incidenza (cioè i numero di nuovi casi) del tumore del seno aumenta in modo rapido e costante e quindi le donne in questa fascia di età non possono rinunciare all’autopalpazione come strumento di prevenzione. Con il sopraggiungere della menopausa, l’esame può essere eseguito indifferentemente in qualunque periodo del mese e deve essere effettuato con regolarità anche e soprattutto dalle over 60 poiché il picco di incidenza (numero di nuovi casi) del tumore del seno si colloca proprio tra i 65 e i 70 anni.
L’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia. " (http://www.airc.it/prevenzione-del-tumore/speciale-seno.asp#Autopalpazione)

Essendo al letto con la febbre ho avuto tempo di navigare un pò più del solito ed ho visto tante iniziative da parte delle donne americane, mentre in Italia a parte quelle istituzionali ce ne sono molto poche, quindi stò pensando a qualcosa per l'anno prossimo. Se qualcuno ha dei suggerimenti sono ben accolti, vorrei coinvolgere più donne possibili, sempre sul sito dell' AIRC c'è scritto: "È la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 17 per cento di tutti i decessi per causa oncologica." quindi dobbiamo essere NOI a non permettere a questa terribile malattia che continui a colpire!
Lo sò sono stata lunga e noiosa, prometto che quando ne riparlerò, perchè lo farò, sarò più lieve...
Felice mese di ottobre (per quel che ne rimane) a tutte!!!

lunedì 10 ottobre 2011

10 ottobre 2011 lunedì

Autunno

Oggi sarebbe stato il compleanno di mia suocera Maria, una delle persone che ho amato di più e che ha inciso profondamente nella mia vita. Vi sto che non posso fare un regalo a Lei, lo faccio a voi, qualche foglia da stampare e colorare per i vostri lavori.
Quest'anno temo che non vedrò i bellissimi colori dell'autunno, gli alberi intorno a me sono ancora tutti belli verdi e con questo freddo temo che perderanno le foglie senza che siano passate per quei gialli, quegli arancioni, quei marroni che solo la natura riesce a regalarci.





Penso che proverò a colorarle anche io per abbellire un pò la mia casa.

Accadde oggi: 1985 caccia della Marina degli Stati Uniti intercettano un aereo egiziano che trasporta i dirottatori della Achille Lauro e lo costringono ad atterrare nella base NATO di Sigonella, in Sicilia, dove vengono arrestati dai carabinieri. Braccio di ferro tra le autorità italiane e americane sulla competenza della presa in consegna dei prigionieri.

domenica 9 ottobre 2011

9 ottobre 2011 domenica

Libri
Il Rosso e il Nero di Stendhal

Scorcio geniale di una società e di un momento centrale della storia europea, romanzo d'una singolare vitalità, nel quale i contrasti di classe contemporanei sono incarnati in oersonaggi indimenticabili. Il Rosso e il Nero segna anche una data nella storia della narrativa "è un romanzo che ha spianato la strada a molti altri, i quali hanno goduto di maggior risonanza, ma gli altri sono destinati alla dimenticanza. Quando non ci saranno più, vedremo il loro antenato, come il testo antico di un palinsesto quando l'inchiostro moderno viene grattato via". Quando su confrontano queste parole, scritte dal grande critico francese Eugène Forgues l'indomani della morte di Stendhal con la celebre frase dello scrittore: "conto di essere letto nel 1935" non si può non rimanere colpiti dall'acutezza di entrambi, che avevano così chiaramente intravisto, fin dalla metà del 19° secolo il luminoso avvenire di un'opera ricca di tanti germi anticipatori; giacchè il Rosso e il Nero è all'origine del romanzo di caratteri e di costume del Flaubert, e, con l'opera di Balzac, del romanzo sociale zoliano.

STENDHAL, pseudonimo di Henry Beyle, scrittore francese, nato a Grenoble nel 1783, morto a Parigi il 23 marzo1842.
la sua famiglia apparteneva alla borghesia agiata. Il giovane Henrysi trasferì a Parigi e nel 1800 raggiunse l'armata napoleonica in Italia. Dal 1806 al 1814 fece parte dell'amministrazione imperiale. Alla caduta di Napoleone si trasferì a Milano, che fu costretto ad abbandonare nel 1821 poiché sospettato di attività cospirative dalle autorità austriache. Dopo la rivoluzione del 1830, ritornò in Italia come console francese a Civitavecchia: questo incarico gli lasciò il tempo di viaggiare e di scrivere Nello stesso anno uscì infatti il suo primo romanzo: Il rosso e il nero, cui seguì, nel 1839, La certosa di Parma.

da Wikipedia:
La sindrome di Stendhal, è il nome di una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.
Tale disagio è spesso riscontrato nella città di Firenze. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore.
Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal Egli, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne diede una prima descrizione che riportò nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":

« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »

Il fattore scatenante la crisi si ha spesso durante la visita ad un museo della città, dove il visitatore è colpito dal senso profondo di una o più opere, la relazione di queste con i loro creatori che trascende le immagini ed i soggetti;......fino ad arrivare a una sorta di delirio causato da una sensazione di omnicomprensione, e libertà intellettuale generalizzata dovuta a una distanza minore tra l'"intelletto" degli autori e il proprio.....

Accadde oggi: 1963 crolla una parete della diga del Vajont, oltre 50 milioni di metri cubi di acqua si abbattono su Longarone e altri piccoli centri. Gravissimo il bilancio, le vittime sono 2019.

8 ottobre 2011 sabato

Buone maniere
L'arte di fare e ricevere regali 1


L'arte del regalo è difficile perchè richiede vero altruismo: non tanto nello spendere, quanto nell'adeguarsi al gusto dell'altro. Ma che cosa scegliere? I gadget "divertenti" hanno ormai fatto il loro tempo; oggetti d'uso, soprammobili, capi di vestiario, accessori, ognuno se li compra da sè; dolci e leccornie non si sa quanto siano graditi in tempi di dieta perenne. E inoltre:
  • non si regalano oggetti attorno a cui aleggia una superstizione negativa: pettini, fazzoletti, forbici, spille e oggetti appuntiti, piume, lamdade ecc..

  • non si dovrebbero mandare bottiglie (vino o liquori) alle signore, nè fiori agli uomini; ma secondo me oggi è un'usanza superata dall'emancipazione di entrambi i sessi.

  • i regali molto personali (creme di bellezza, biancheria) talvolta imbarazzano chi li riceve, se non è molto in confidenza con il donatore; i profumi invece non sono considerati "intimi".

  • diversamente da quanto si crede, i collezionisti non gradiscono affatto avere in dono oggetti legati alla loro passione, perchè ci vuole una competenza specifica, per soddisfare un esperto.

  • non si inviano regali a persone influenti che ci hanno fatto un favore (contrariamente a quello che si vede e si legge oggi), meglio esprimere la propria riconoscenza con una breve lettera di ringraziamento.
  • i regali utili sono graditi solo come dono di nozze, i giovanissimi li odiano (preferiscono un inutile must della stagione a una durevole scorta di biancheria.
E qui se mi permettete racconto un piccolo episodio accadutomi personalmente. Ai miei nipoti non ho quasi mai regalato giocattoli (essendo gli unici bambini della famiglia avevano la casa piena e ci giocavano una volta poi li mettevano da una parte) ho sempre regalato cose utili: tutine, pigiamini, grembiulini e via di seguito; al 4° o 5° compleanno della piccola a cui avevo regalato un bellisimo pigiamino, il fratello, più grande di 7 anni, vedendo la sua aria delusa la consola dicendo: "la zia è quella dei pigiami".... sono rimasta di sasso! e da allora ho capito che era meglio una piccola cosa inutile per la loro gioia e qualche soldino per il loro conticino in banca!!!
  • ma torniamo ai regali utili: gli amici di modesta condizione economica ne sarebbero mortificati, considerandoli una specie di occulta elemosina (ma apprezzeranno un oggetto "firmato", o proveniente da un negozio di lusso).

  • sempre graditi invece i cestini di specialità gastronomiche, formaggi, salumi, dolci tradizionali, frutta, purchè di ottima qualità. Se li offriamo come ringraziamento per un invito, dobbiamo accompagnarli con un bigliettino delicato e affettuoso, per non dare l'impressione di voler pagare l'ospitalità.
per oggi mi sembra di aver scritto anche troppo, ma ci tornerò sull'arte del fare e ricevere regali, a volte ci si trova in imbarazzo per una piccola stonatura che possiamo evitare con pochissimo.

Accadde oggi: 1958 nasce nella bellissima campagna toscana, nel comune di Cetona, provincia di Siena: Urania! :-) a parte gli scherzi...

Accadde oggi: 1967  Che Guevara e i suoi uomini vengono catturati in Bolivia.